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Traduzione culturale: tradurre e interpretare senza conoscere la lingua di partenza si può?

Tè turco accompagnato da turkish delight
Tè turco accompagnato da turkish delight

Sì, se hai vissuto la “parola” in questione. Ora ti spiego meglio il mio punto di vista.

In base all’etimologia, la parola semitica ḥammām significa:  “Bagno turco” e deriva dalla radice trilittera h – m – m, relativa al calore e che si lega a verbi col significato di scaldare, bagnare, lavarsi o avere la febbre.

Invece, la definizione che ci fornisce la Treccani è la seguente: “Luogo di relax non molto diverso da una sauna (e spesso indicato come bagno turco), tipico dei paesi mediorientali, in cui è possibile sottoporsi, con il bagno di vapore, a particolari trattamenti per il benessere fisico quali massaggi, lavaggi del corpo, fanghi, ecc.”.

Ora facciamo il punto della situazione. Io non parlo turco, ma, avendo vissuto quest’esperienza durante il mio ultimo viaggio in Turchia la scorsa settimana, potrei tentare di tradurlo o quanto meno di attribuire a questa parola semitica una definizione culturalmente appropriata.

Perché alla fine è questo quello che fa un traduttore (ma anche un interprete): non traduce alla lettera, ma riporta il significato, tenendo conto della cultura di partenza e di arrivo (cosa che l’IA non è in grado di fare).

Quindi facciamo questo test. Ecco la mia traduzione e la mia definizione:

Hammām: s.m. [dall’arabo “Bagno di calore”]. – Struttura calda e accogliente diffusa nella cultura mediorientale, dove terapeuti specializzati si prendono cura dei visitatori, attraverso trattamenti di benessere.

Questi trattamenti, mirati per la cura del corpo e dello spirito, riportano i visitatori al loro stato primordiale, tramite la cura di lavaggio e di massaggio, del contatto intimo e del rapporto di fiducia che si instaura tra le parti.


Il calore della struttura aiuta a percepire un ritorno nel grembo materno, oltre che a diventare il posto sicuro dove essere spogli dei consueti costumi torna ad essere percepito come naturale. Alla fine del trattamento, i visitatori si sentiranno spogli delle loro preoccupazioni, lavati dalle loro impurità corporali e spiritualmente pronti per ritrovare la pace che dal grembo hanno sempre portato con sé, ma che avevano perduto.

Si ricorderanno della forza dell’unione umana, dell’empatia e della necessità di lasciarsi andare tra mani fidate. Impareranno che un solo uomo o una sola donna non può essere capace di portare tutto il peso sulle spalle. E, cosa più importante, che non è assolutamente necessario farlo.


Ora mi rivolgo a te che hai provato l’hammam e a te che parli turco. Cosa ne pensi della mia traduzione culturale e definizione?

Sarei felice di ascoltarti.

 
 
 

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